21 febbraio, 2011

Tu lavori per la FIAT.

No?

OK, ma forse lavori per una ditta di servizi che ti disloca presso FIAT.
O forse lavori presso una ditta dell'indotto FIAT o come consulente presso una di queste ditte.
Oppure no, lavori davvero per qualcosa che non ha nulla a che fare con FIAT, ma hai comperato. un'auto FIAT.
La tua macchina non è FIAT? Bravo, ma forse lo è la tua assicurazione auto o la banca dove versi lo stipendio.
Nulla di tutto questo? Mi sta bene. Parte delle tue tasse vengono comunque usate per gli incentivi all'industria auto o per dare da vivere ai cassaintegrati FIAT.
Ah... sei disoccupato.
Non paghi tasse perché non hai un lavoro e, conseguentemente, non hai nemmeno un auto ed un conto in banca? Beh, è proprio la tua condizione a giustificare il fatto che la FIAT possa assumere a stipendi da fame.

Quindi, che ti piaccia o no: tu lavori per la FIAT.

15 gennaio, 2011

Merda. Ovvero: Come puoi dire che l'accordo FIAT Mirafiori sia merda se non ne conosci il contenuto?

Quando si propone un accordo il contenuto è sicuramente importante, ma è importante anche "come" viene proposto.
Se un accordo è frutto di una estorsione il contenuto perde significato, l'accordo diventa un ricatto, ed un ricatto è sempre e comunque merda.

05 ottobre, 2010

La creazione

Recentemente ho sentito una bella storia – amo raccontarla – di una ragazzina durante una lezione di disegno.
Aveva sei anni, era seduta in fondo e disegnava.
L'insegnante diceva che questa ragazzina di solito non stava attenta, ma in questa lezione invece sì. L'insegnante era affascinata, andò da lei e le chiese: «Che cosa stai disegnando?».
La ragazzina rispose: «Sto disegnando Dio».
«Ma nessuno sa che aspetto abbia», rispose l'insegnante.
E la ragazzina: «Lo sapranno fra qualche minuto».


Raccontata da Sir Ken Robinson qui:


(attivatevi i sottotitoli)

29 settembre, 2010

Brambillator

Bastava starsene zitti dal principio e What Country non avrebbe incassato più di 15$.

Si poteva lasciar correre, come fanno coloro che in questi casi dimostrano un minimo senso dello humor, ed aspettare (3 giorni al massimo) che tutti dimenticassero.

Invece la faccenda è finita nelle mani del ministro Brambilla, il cui incarico (risollevare il turismo italiano ad altri affari flaccidi) non sembra essere così gravoso da sottrarle il tempo necessario a scagliare l'avvocatura di stato contro una insignificante software house bielorussa.

Se ne deduce quindi che, nonostante l'ulteriore pubblicità alla presenza della mafia in Italia e la cattiva luce che verrà gettata su di noi per questa operazione di bullismo legale ai danni dei quattro poveracci della Apalon (l'azienda autrice della app), qualcuno abbia pensato che valga davvero la pena portare avanti la querela.
Yum yumm! Già pregusto la valanga di miliardi che questa multinazionale del software sarà in grado di versare nelle casse dello stato.

Peccato che la app in questione sia dichiaratamente uno scherzo e che i dati citati riguardo alla mafia siano VERI.

Non resta quindi che sperare in un giudice disposto a passar sopra al diritto di satira e ansioso di condannare qualcuno per diffamazione in base ad affermazioni arcinote (magari non lo sapete, ma in Italia la mafia c'è davvero) e dati pubblicati su riviste di proprietà del primo ministro in carica.

22 settembre, 2010

Tecnicismi

Fig.1 - foto con cose tecniche
La principale categoria di individui da evitare nella maniera più assoluta sono "gli incomprensibili": quelli che parlano senza farsi capire.

Non mi riferisco a persone (scienziati, ingegneri, sindacalisti, etc.) che nel loro ambiente usano necessari termini tecnici e che quindi risultano incomprensibili ai più, quanto piuttosto a coloro (amministratori delegati, insegnanti, sindacalisti, etc.) che desiderano/devono dare opportune spiegazioni sul loro operato o su ciò che intendono/vogliono divulgare ma lo fanno attraverso parole o ragionamenti inutilmente complicati.

Precisiamo, parlo di "fare capire" e non "insegnare". Per insegnare, la terminologia tecnica (purché introdotta in modo adeguato) è assolutamente necessaria. Per far capire, invece, basta molto meno.

Se un istruttore di scuola guida può far capire il funzionamento del sistema "cambio–differenziale" ad una emo diciassettenne, è logico supporre che tutto ciò che è reale possa essere spiegato in termini comprensibili per chiunque.

“Non hai veramente compreso qualcosa
finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.”
--Albert Einstein

Ovviamente, nessuno potrà mai conseguire una laurea in fisica dopo aver letto due libri di Paul Davies e la emo non potrà mai progettare un differenziale ma è proprio qui il bello fra il capire e l'imparare.
Nessuno vuole laurearsi in economia prima di sottoscrivere un mutuo, ma tutti dovrebbero avere il diritto a capire come funziona il mutuo che stanno sottoscrivendo, il contratto di lavoro che stanno firmando o l'operazione chirurgica a cui si stanno sottoponendo.

Perché, quindi, non bisogna fidarsi degli incomprensibili? Ce lo spiega Einstein:

SONO PERSONE CHE VOGLIONO SPIEGARE
QUALCOSA CHE NON HANNO CAPITO

ed una persona che non ha capito qualcosa NON dovrebbe trovarsi nelle condizioni di doverla di spiegarla a qualcun'altro.

“SCIENCE; it works, bitches!”
--xkcd

C'è poi una aggravante. Alcune categorie di incomprensibili non capiscono ciò che cercano di spiegare perché parlano di un argomento

IRREALE

come la religione, l'oroscopo, l'omeopatia o le centurie di Nostradamus.

Tutti argomenti che, in quanto emerite cazzate, sono incomprensibili per definizione perché non hanno nulla a che fare con la realtà di questo universo e dovrebbero farci immediatamente sorgere dubbi sulla sanità mentale di chi si ostina a trattarli al pari di scienza e filosofia.

Per questo la parola adatta a certe cose è "credere" e non "capire".

Ora dovreste anche avere una idea del perché esistano libri di divulgazione scientifica in grado di farvi capire come funziona l'elettromagnetismo o cos'è un antiprotone, ma nessun libro di divulgazione teologica in grado di fornire uno straccio di spiegazione sul perché Dio dovrebbe esistere.

Ma se quest'ultima categoria di ciarlatani è parzialmente giustificabile poiché talvolta danno fiato alla bocca in perfetta buona fede dettata della loro ignoranza (o demenza), non lo è quella dei

VENDITORI DI FUFFA

ovvero, coloro che pur essendo consapevoli di essere dalla parte del torto (produttori del braccialetto "Power balance", Vittorio Sgarbi, sindacalisti, etc.) cercano di guadagnarsi a forza la ragione disorientando la platea con parole volutamente incomprensibili o non-immediatamente capibili.
Sono personaggi che proliferano negli ambienti del raggiro e della consulenza finanziaria ma si adattano altrettanto bene anche in politica e nelle gerarchie aziendali.

Si va dai soggetti più innocui che inseriscono termini stranieri nei loro discorsi al posto dei corrispettivi in lingua locale perché, dicono, “esprimono meglio il significato”, ai più bravi che riescono persino ad inventarsi parole quasi credibili al volo nelle loro sbirigude intellettuali degne del migliore Kaiser Söze.

Avete capito dove volevo arrivare? No...?
Ve lo spiego: Stanotte riflettevo sul fatto che mi piacerebbe molto che Luttazzi fornisse una motivazione valida sui motivi che l'hanno indotto a "calcare" battute altrui. Però vorrei che lo facesse senza usare termini come "allomorfismo topologico", "arci-isotopia" e "allotopico" (se non altro perché "allomorfismo" e "allotopico" NON ESISTONO sul mio dizionario Garzanti).

Se Davies può spiegare la fisica quantistica senza nascondersi dietro un dizionario tecnico, spiegare i principi base della comicità a mia nonna dovrebbe essere una fesseria da nulla.

01 settembre, 2010

Del perché la Microsoft fa SCHIFO

Questo qui sotto è un filmato della Microsoft Research in cui viene sommariamente dimostrata la superiorità del mouse a tasti, rispetto ad un mouse multitouch...



...e guardacaso, l'unico produttore commercialmente attivo nel campo dei mouse multitouch, in questo momento è la concorrente Apple, ovvero, la stessa azienda che con il Machintosh del 1984 ha introdotto il mouse "tradizionale" nel mercato consumer.

Ma passiamo al sodo, perché questo filmato è una stronzata? Per un sacco di motivi:

  1. Il mouse a tasti è una tecnologia consolidata da decenni, mentre la Apple ha iniziato la commercializzazione del primo mouse multitouch da meno di un anno.
    È come se nel 1903 le ferrovie americane avessero perso tempo a dimostrare che un viaggio sui loro treni sarebbe stato infinitamente più comodo e sicuro piuttosto che a bordo di un "flyer" dei fratelli Wright.
  2. Un mouse multitouch, per quanto scomodo possa sembrare, non ha parti in movimento (tasti e rotelle) e sono le parti in movimento che contengono meccanismi soggetti a rottura. Meno rotture significa utenti più felici e meno interventi in garanzia, ovvero, un sacco di soldi.
  3. Un centro ricerche, lo dice la parola stessa, dovrebbe "fare ricerca" per trarre vantaggi dalle nuove tecnologie e non sprecare risorse per demolire le idee altrui solo perché non è in grado di svilupparne di altrettanto valide.
  4. Il mouse multitouch di Apple è oggettivamente FICHISSIMO e filmati del genere, più che metterne in luce le pecche, sembrano voler dire "in Microsoft stiamo rosicando".
Sono un fanatico invasato Apple?
Certo, forse è per questo che continuo ad usare un mouse Trust comprato all'IperCoop il secolo scorso.

27 agosto, 2010

cani e LOLgatti

Sul solito sito di immani stupidate, oggi ho trovato questa simpatica (!) animazione che ha fatto riaffiorare un ragionamento che avevo fatto tempo fa.


È un dato di fatto che il più intelligente dei gatti non potrà mai ambire nemmeno ad un decimo dell'intelligenza che puoi trovare nel più ritardato dei cani (fatta eccezione per gli yorkshire che al posto del cervello hanno una castagna di pongo).

Bene, ora che gli amanti di gatti e yorkshire hanno rimosso il mio blog dai bookmark preferiti e disdetto i feed passiamo al sodo, poiché, a fare da contraltare al dogma sopraelencato c'è uno sconfortante paradosso:

se un cane ed un gatto si trovano per qualche ragione a dividere lo stesso ambiente, nel 99% dei casi sarà il cane a fare puntualmente la figura del fesso.

La cosa tristemente interessante è che questa dinamica si manifesta continuamente anche fra gli esseri umani. Arthur Bloch in uno dei suoi libri scrive: "1° legge del dibattito: non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza" ma quel "potrebbe", messo lì solo per dare ritmo comico alla frase, è del tutto superfluo.
Qualsiasi discussione precipita immancabilmente fino ad abbassarsi al livello di imbecillità del più stupido dei partecipanti e lo si può verificare facilmente ad una riunione di condominio o guardando un qualsiasi filmato di Sgarbi su Youtube.

Quando Sgarbi discute con una castagna di pongo, il livello della discussione precipita al livello di Sgarbi.

Perché accade? Perché l'idiota non soccombe sistematicamente sotto il peso di argomentazioni superiori? Boh, non possiamo saperlo. Possiamo solo cercare di evitarne il contatto e consolarci con il restante 1% della casistica: quando il cane sclera e dilania il gatto.

20 agosto, 2010

120 secondi! (Ovvero, le 10 regole per postare un filmato autoprodotto su Youtube, ottenere milioni di visite e diventare miliardari!)

Foto: Stanlei Cubric
  1. Non superare i 120 secondi. Due minuti sono sufficienti per qualsiasi argomento e che tu possa crederci o meno, la gente ha un sacco cose da fare durante la giornata.
  2. Se per ragioni cosmiche sei costretto a superare i 120 secondi: cerca comunque di non superare i 120 secondi.
  3. Se usi un cellulare per girare il tuo film abbi cura di reggerlo in posizione orizzontale in modo da ottenere sempre una ripresa in formato panoramico.
  4. Cura l'illuminazione e, quando è possibile (ma anche quando sembra impossibile), usa un cavalletto o qualsiasi cosa serva a tenere ferma la diavoleria con cui stai filmando.
  5. Vieni al sodo, evita i fronzoli e lascia perdere saluti e vicende private di contorno. Fatta eccezione per tua nonna (che è sempre felice di vederti) agli altri non può fregare di meno.
  6. Sai usare una titolatrice e tanti effetti speciali? Grandissimo! Sei perfetto per montare filmati di matrimonio alla "Servizi Fotografici e Liste Nozze F.lli LaMarra"; ma su Youtube evitalo come la morte.
  7. Se non sai da che parte cominciare monta il filmato in questo modo: i primi 60 secondi per dire o mostrare la reale ragione del tuo filmato, i restanti 45 per necessarie spiegazioni di contorno e gli ultimi 15 per la sigla finale ed i ringraziamenti.
  8. La tua creatività non può essere strangolata dalla morsa dei 120 secondi? Inserisci un bel link ad un post del tuo blog dove potrai allegare tutto ciò che vorrai: spiegazioni, tutorial, blooper, making–of e filmati di contorno lunghi come ruvide pantegane.
  9. Hai seguito i miei consigli ma il numero di visite non migliora come vorresti? Non arrenderti, l'aver imboccato la retta via è solo il primo passo per surclassare la spietata concorrenza!
  10. Te l'ho già detto di stare sotto i 120 secondi? "Stare al di sotto" significa che se qualcosa è superfluo va tagliato senza pietà, non che ci si debba fermare necessariamente a 119"e 90 centesimi. Se riesci a ridurre ulteriormente la durata le persone che vorranno linkare il tuo filmato aumenteranno.
Cordiali saluti,
Stanlei Cubric
(il reggista che ha inventato il Cubo di Cubric)