Gentile Bialetti Industrie SpA,
sono un vostro fan dai tempi dell'Omino Bialetti nel Carosello ed ho sempre considerato la "Moka" un ottimo oggetto da regalo; difficile citare ad esempio qualcosa che possa rappresentare contemporaneamente un utilissimo esempio di geniale ingegneria casalinga, un elegante oggetto di design ed una pietra miliare della storia del Made in Italy.
O almeno, questo è ciò che la Moka Bialetti ha rappresentava per me fino a qualche giorno fa, perché ora non ci vedo altro che le facce di 120 persone messe in mobilità ed una vecchia caffettiera (perché diciamocelo, già dopo un mese il caffè puzza di guarnizione).
Ok... ammetto di non essere uno dei massimi esperti mondiali di marketing e gestione aziendale, ma non sono nemmeno un fesso.
Spiegatemi come, una azienda che ogni giorno vende decine di migliaia di pezzi come la Moka che ha un prezzo al dettaglio di almeno 10 volte superiore ai costi di produzione (che lievita facilmente a 20/30 volte appena si esce dall'Italia), non possa sostenere lo stipendio di sole 120 persone.
No, davvero: spiegatemelo.
Se la Bialetti verrà spostata in Romania, non sarà certo per via della mano d'opera a prezzi inferiori ma giusto per poter importare materie prime senza pagare le spropositate tasse protezionistiche italiane volute anni fa da soggetti attualmente al governo.
Tasse protezionistiche, esatto! Come se l'alluminio delle caffettiere, giusto per fare un esempio, lo si potesse importare anche dal Veneto.
Riassunto in due righe: La Lega propina leggi con l'intento di favorire il commercio interno al paese, che hanno il solo effetto di rendere allettante il trasloco di aziende italiane in paesi come la Romania, Polonia, Cina, etc.
E le aziende italiane protestano forse contro questo governo e le sue leggi demenziali? Certo che no, vorremmo mica ritrovarci i komunisti al posto loro! Molto meglio traslocare laddove il dipendente può essere trattato persino peggio di un lavoratore a progetto italiano.
Ah, ieri ho comperato una caffettiera americana all'IKEA e l'Omino Bialetti è un vecchio pezzo di merda!
Mini-manuale per Facebook e Twitter
-
Fate a pezzi questa miniguida a Facebook e Twitter!
Saluti da Ascoli Piceno! Ho pubblicato online poco fa la primissima
versione di *Social network - manual...








2 commentini:
Vorrei commentare spiritosaggini, ma non ce la faccio proprio.
Io e la vecchia caffettiera di mia nonna scuotiamo la testa indignate.
(wilagn, che è poi quello che dice un lord inglese quando tenta di dire "villano" a mister bialetti)
@Ossimorosa: La Watt Radio, una delle ultime aziende che progettavano e costruivano televisori in Italia, è andata definitivamente in crisi con la fine delle TV con tubo catodico.
Gli LCD bisogna importarli dall'estero perché in Italia nessuno li produce. Avevano quindi pensato di usare i display (di prima scelta) dalla Fujitsu.
Sì, prima scelta, perché le TV Watt Radio non sono mai state bellissime ma affidabili sì (tanto che hanno sempre dato una garanzia di 10 anni).
Ma gli LCD giapponesi costano ed i modelli più grandi, per via delle tasse di importazione, sarebbero arrivati a costare fino a 500€. Impensabile!
Soluzione? Hanno spostato tutto in Romania.
Tuttavia, nel caso Watt Radio, l'alternativa era chiudere per sempre.
Per quanto riguarda la Bialetti, invece, ho buone ragioni per pensare che si spostino solo perché sono stufi di guadagnare e vogliano stra-guadagnare.
Con buona pace di tutti quegli (ex) dipendenti che essendo troppo vecchi per trovare un lavoro e troppo giovani per ricevere la pensiona anticipata (da 34 a 53 anni, per capirci) lo prenderanno dritto in quel posto!
L'unico lato positivo della faccenta è che finalmente si è capito dove voleva infilarci il dito l'Omino Bialetti: http://3.bp.blogspot.com/_FLQXyiGQc2M/S8FKsv4VTKI/AAAAAAAAAqY/wbXoSJQEKLg/s200/omino+bialetti.png
Posta un commento